VACCINAZIONE IN UNO STATO DEMOCRATICO E IN UNO STATO TOTALITARIO

Sul piano economico la vaccinazione è un problema molto complesso e può essere affrontato in relazione ad uno Stato democratico e ad un Stato totalitario.

Occorre premettere alcuni punti sul piano della produzione dei vaccini e dei loro costi. nell’ipotesi che la vaccinazione sia a totale carico dello Stato.

Possiamo immaginare l’utilizzo di due vaccini per immunizzare la popolazione: uno costoso e uno meno costoso. Supponiamo che non ci siano vincoli dal lato dell’offerta e cioè che sia tecnicamente indifferente produrre l’uno o l’altro vaccino ma con costi differenti. Naturalmente la somma dei quantitativi dei due vaccini deve uguagliare la popolazione da vaccinare moltiplicata per due (nell’ipotesi di richiamo del vaccino). Ma poiché i prezzi di produzione sono diversi, occorre decidere in che proporzione produrre i due vaccini in relazione alla somma che lo Stato vuole spendere. La soluzione è naturalmente diversa se lo Stato non pone limiti alla somma da spendere o se invece li pone, in relazione alla situazione delle finanze pubbliche. Esiste poi l’altra variabile fondamentale: le preferenze della popolazione per l’uno o l’altro vaccino, cioè la domanda, nell’ipotesi che l’offerta si adegui perfettamente.

Se ci troviamo in uno Stato democratico, non ci dovrebbero essere limiti né alla somma da spendere per le vaccinazioni, né alla scelta da parte della popolazione per il primo o per il secondo vaccino. Semmai lo Stato può stabilire incentivi per indirizzare la domanda per l’utilizzo di un vaccino piuttosto che l’altro, Per esempio, si può stabilire che prima si vaccinano tutti coloro che accettano il vaccino meno costoso e poi tutti gli altri che desiderano il vaccino più costoso.   

In un sistema democratico, non si dovrebbe fissare la spesa totale dello Stato per la vaccinazione di tutta la popolazione, lasciando la libertà di vaccinarsi con il primo o il secondo vaccino, magari con l’incentivo sopra ipotizzato Nel sistema totalitario si fissa invece la spesa totale dello Stato per vaccinare la popolazione e si impone a tutti i cittadini a vaccinarsi con il vaccino meno costoso, ma anche con quello più costoso, producendo una quantità che copre la domanda.

Indubbiamente nel caso dello Stato totalitario risulta più semplice vaccinare tutta la popolazione, ma a prezzo della libertà di scelta da parte dei cittadini. La gestione dello Stato democratico è invece molto più complessa perché rispetta la libertà di scelta dei cittadini (domanda), producendo (offerta) una combinazione dei due vaccini che dipende dalle preferenze espresse da ogni individuo. E’ la persona che sceglie e non lo Stato, e lo Stato si pone al servizio dell’individuo nel rispetto della sua inalienabile libertà.

Abbiamo qui supposto la produzione autonoma dei vaccini da parte delle imprese di uno Stato e che non ci siano limiti da lato dell’offerta, cioè della produzione dei due tipi di vaccini. L’acquisto esterno dei vaccini espone invece lo Stato al potere delle multinazionali che li producono, anche in presenza di precisi impegni contrattuali. Si tratta di un’altra variabile nel complesso gioco della vaccinazione, da punto di vista economico e della libertà delle persone. Si tratta di un problema che i Paesi hanno dovuto affrontare nei loro piani di vaccinazione.   

Roma, 5 maggio 2021                                                                 Giovanni Scanagatta

 

 

 

 

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