SOSTENIBILITA’ INTEGRALE DELLO SVILUPPO

Secondo le Nazioni Unite, per sviluppo sostenibile s’intende uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri.

Sul piano storico, l’analisi di questo problema risale almeno a Robert Malthus (1766-1834) che ha teorizzato la relazione tra lo sviluppo delle risorse e quello della popolazione. Le risorse, secondo Malthus, crescono in progressione aritmetica mentre la popolazione aumenta in progressione geometrica per cui esiste un problema di compatibilità che si può affrontare, secondo Malthus, con il controllo dello sviluppo della popolazione.

Secondo la definizione indicata, lo sviluppo sostenibile è una particolare forma di crescita economica idonea a soddisfare le esigenze delle nostre società in termini di benessere a breve, medio e soprattutto lungo periodo.

L’accento principale dell’idea di sviluppo sostenibile sta nel mettere in luce l’esigenza di un cambiamento potenziale della visione del rapporto tra attività economica e mondo naturale, sostituendo il modello economico dell’espansione quantitativa (crescita) con quello del miglioramento qualitativo (sviluppo) come chiave per il progresso futuro. E’ l’uomo al centro dei processi di sviluppo, con i suoi valori di libertà, responsabilità, dignità, creatività.

La sostenibilità integrale riguarda un ampio spettro di categorie: ambientale, economica, sociale, finanziaria, con una stretta interrelazione tra tutte queste categorie.

Per realizzare la sostenibilità integrale, come afferma Papa Francesco nella Laudato sì, abbiamo bisogno di un nuovo modello di sviluppo in cui l’economia è amica dell’uomo, con un superamento della frattura tra etica ed economia a cui stiamo assistendo ormai da molti anni.

Per il progresso integrale dell’uomo abbiamo bisogno di cambiare il modello di sviluppo globale. L’interdipendenza ci obbliga a pensare a un solo mondo, ad un progetto comune. Ma lo stesso ingegno utilizzato per un enorme sviluppo tecnologico, non riesce a trovare forme efficaci di gestione internazionale al fine di risolvere le gravi difficoltà ambientali e sociali.

Per affrontare i problemi di fondo, che non possono essere risolti da azioni di singoli Paesi, si rende indispensabile un consenso mondiale. La globalizzazione del paradigma tecnocratico e la finanza come cervello dell’economia hanno messo in difficoltà il principio solidaristico e morale dello sviluppo, con insufficienti capacità di governo da parte dei singoli Stati. Papa Francesco parla per questo di un ampio concetto di ecologia integrale perché essa comprende l’ecologia ambientale, quella politica, economica e sociale, l’ecologia culturale, educativa, etica e spirituale per lo sviluppo umano integrale.

Abbiamo bisogno di uno sviluppo solidale dei popoli per sconfiggere le disuguaglianze ed evitare un mondo in cui un numero sempre più piccolo di persone possiede un quantità sempre più grande di ricchezza e di reddito. Senza solidarietà non è possibile avere sviluppo per il bene comune.

L’imprenditore e l’impresa costituiscono grandi pilastri della sussidiarietà. L’imprenditore deve farsi illuminare da un significato ampio della vita per la costruzione del bene comune. Egli contemporaneamente produce e distribuisce la ricchezza, rendendo più accessibili per tutti i beni di questo mondo. Per questo occorre integrare la cultura d’impresa con la cultura del lavoro.

Fermo restando il principio della proprietà privata come frutto del proprio lavoro e fondato sul diritto naturale, occorre non dimenticare l’importanza della funzione sociale della stessa proprietà privata e della destinazione universale dei beni per uno sviluppo orientato alla costruzione del bene comune.

L’ambiente è il primo fra i beni comuni e si collega ad uno dei principi fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa che riguarda la destinazione universale dei beni.

Per quanto riguarda in modo più specifico l’ambiente, non dobbiamo mai dimenticare che non abbiamo ricevuto in eredità la terra dai nostri padri, ma l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli e la dobbiamo quindi restituire in condizioni non peggiori di come l’abbiamo ricevuta.

La grandezza politica si mostra quando, in momenti difficili come quelli che stiamo vivendo con un vero e proprio cambiamento di epoca, si opera sulla base di grandi principi e pensando al bene comune a lungo termine. Questa è la visione dell’ecologia integrale e della sostenibilità integrale dello sviluppo per la costruzione del bene comune.  

 

Roma, 9 marzo 2020                                                

 

 

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Giovanni Scanagatta

Segretario Generale UCID Roma

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