Lettera al Direttore dell’Osservatore Romano

Roma, 15 settembre 2017

Gentile Direttore,

si sta discutendo molto sulla consistenza della ripresa economica in atto a livello europeo. Molti sottolineano il fatto che per dare solidità alla ripresa occorre rimuovere gli squilibri strutturali delle varie economie, compreso quello molto preoccupante della disoccupazione giovanile.

Si desidera qui sottolineare alcuni elementi che possono compromettere la ripresa in atto. Si tratta del rientro da parte delle Banche Centrali dell’Europa e degli Stati Uniti del Quantitative Easing, cioè l’acquisto di titoli del debito pubblico e di altri titoli del settore privato. Tale rientro potrebbe condizionare gli eccezionali aumenti delle quotazioni di borsa che per quanto riguarda il Dow Jones hanno superato quota 22000. Solo un esempio: la capitalizzazione di borsa della Apple ha superato gli 800 miliardi di dollari, pari a circa il 50% del prodotto interno lordo italiano. L’eventuale scoppio della bolla speculativa determinerebbe un forte ridimensionamento delle quotazioni di borsa, un “effetto ricchezza” negativo sulla domanda dei beni di consumo e di investimento e quindi un rallentamento dei tassi di crescita dell’economia, con effetti negativi sull’occupazione.

La diminuzione degli acquisti di titoli del debito pubblico e di altri titoli del debito privato comporterebbe naturalmente la fine della politica monetaria fortemente espansiva e un conseguente aumento dei tassi di interesse. Questo fatto avrebbe nuovamente effetti negativi sulla domanda di beni di consumo, di investimento, sulla crescita e sull’occupazione. Per quanto riguarda gli effetti esterni, occorre vedere la reazione relativa della Banca Centrale Europea e della Federal Reserve americana in termini di rialzo dei tassi di interesse. Se i tassi di interesse in America dovessero crescere più che in Europa, il tasso di cambio dell’euro rispetto al dollaro dovrebbe indebolirsi con un effetto positivo sulle esportazioni europee. In caso contrario, la moneta europea dovrebbe rafforzarsi rispetto al dollaro, in relazione ai livelli già elevati raggiunti.  

Queste sono le principali preoccupazioni per il consolidamento della ripresa economica in atto in Europa. Esse portano alla necessità di intensificare gli sforzi per rimuovere gli ostacoli strutturali dello sviluppo economico e dell’occupazione.

 

Giovanni Scanagatta

 

Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (UCID)    

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Giovanni Scanagatta

Segretario Generale UCID Roma

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