LA LEGGE DELLA RELATIVITA’ DELLA CONNESSION

La quinta rivoluzione industriale sarà caratterizzata dal fatto che tutto sarà connesso con tutto.  Si tratta della connessione di quinta generazione (5G).

Da un mondo linearmente connesso si passerà ad un mondo connesso in modo esponenziale, con una rivoluzione del rapporto tra spazio e tempo. Lo spazio diventerà sempre più piccolo in rapporto al tempo.

Le diverse aree del progresso tecnico rappresentate dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, dalle biotecnologie, dalle nanotecnologie, dai nuovi materiali, dalla robotica e dall’intelligenza artificiale tenderanno a convergere sempre di più con effetti radicali sull’economia, sulla società e, in generale, sul nostro modo di vivere.   Le macchine apprenderanno in modo automatico interagendo tra di loro e con l’uomo, dando origine ad una intelligenza e ad una realtà aumentate.

Da un mondo di connessione lineare come un tempo (CL = 2n – 2) si passerà ad un mondo di connessione esponenziale (CQ = n^2 – n). Si tratta di una rivoluzione che può essere paragonata alla teoria della relatività in fisica (E = mc^2). I due mondi coincidono solo per numerosità piccole, ad esempio n =1. I questo caso il numero delle connessioni è uguale nel caso lineare e nel caso esponenziale. Facciamo un esempio numerico. Se tutta la popolazione mondiale, pari attualmente a 7,7 miliardi di persone, si dovesse connettere in modo lineare, ogni persona comunica unicamente con un soggetto che fa da leader, escludendo ogni connessione tra una persona e l’altra. Nel caso invece della connessione esponenziale ogni persona può comunicare non solo con il leader ma anche con tutte le altre persone che formano la popolazione mondiale. Nel primo caso (connessione lineare) il numero di relazioni è pari a 14 miliardi, mentre nel secondo caso (connessione esponenziale) le relazioni salgono a quasi 60 miliardi. Introduciamo a questo punto la tecnologia 5G che consente la connessione di tutto con tutto: supponiamo la popolazione mondiale con il numero delle automobili nel mondo guidate da robot, ponendo che ogni persona sia proprietaria di una automobile. I soggetti in questo modo salgono a 15,4 miliardi e il numero di relazioni tra le persone tra di loro, delle automobili tra di loro, delle persone con le automobili sale a 237,16 miliardi. Nel caso invece di relazioni lineari con un leader, il numero di relazioni sarebbe solo di 30,8 miliardi, con un rapporto di 1 a 7,7 miliradi.

Le conseguenze di un mondo di relazioni di tipo esponenziale invece che lineare, comprendendo persone e automobili, sono rivoluzionarie. La probabilità di incidenti stradali scenderebbe a zero e le assicurazioni in questo settore non avrebbero più ragione di esistere.

I numeri salgono moltissimo se immaginiamo tutte le connessioni tra l’uomo e tutti gli oggetti di cui si serve nella vita di tutti i giorni. Pensiamo solo agli elettrodomestici e alle connessioni per il laro governo indipendentemente dal luogo in cui si trova la persona.

Si rivoluziona il mondo del lavoro con una drastica riduzione della necessità di spostamenti da un luogo all’altro, ma non solo. L’inquinamento connesso ai mezzi di trasferimento da un luogo all’altro, pubblici o privati, potrebbe ridursi moltissimo, con un forte abbattimento delle emissioni di CO2 e di surriscaldamento della terra. Verrebbero meno, o si ridurrebbero fortemente, gli effetti negativi dell’aumento della temperatura terrestre e quindi sugli equilibri climatici, sull’agricoltura, sul cibo e, in definitiva, sulla perdita in termini di crescita del reddito.

Il discorso può continuare sulla cura della persona, sull’assistenza agli anziani, sulle cure mediche e così via. Ne verrebbero influenzati positivamente i sistemi di assistenza e previdenza da parte dello Stato o dei privati.

Un accenno è importante fare con riferimento al mondo delle imprese. Il sistema 5G amplia enormemente la possibilità di Internet delle cose (IOT) della quarta rivoluzione industriale, con aumenti di produttività che difficilmente possiamo oggi valutare. Effetti importanti si avranno anche sulla dimensione ottimale delle imprese, con vantaggi crescenti per il modello delle “piccole imprese e grandi reti” rispetto al modello alternativo delle grandi imprese integrate. Ci potrebbero essere tantissime piccole e medie imprese e pochissime grandi imprese, totalmente connesse tra di loro. Lo stesso dicasi per i distretti industriali su cui il nostro Paese ha mostrato storicamente dei notevoli vantaggi competitivi, sotto la spinta di elementi cooperativi e di natura concorrenziale. Anche i modelli di internazionalizzazione delle imprese potrebbero subire delle vere e proprie rivoluzioni nelle diverse forme che oggi conosciamo: esportazioni, accordi tecnologici, produttivi e commerciali con imprese estere, scambi di brevetti e licenze, programmi di penetrazione commerciale all’estero, investimenti diretti all’estero e così via.

Ma l’area più importante su cui è importante soffermarci per gli effetti della quinta rivoluzione industriale 5G è il mondo della formazione del capitale umano, della scuola e dell’università. Da anni si parla di e-learnig e di formazione a distanza e ed esistono già molte università telematiche sia pubbliche che private. La scuola con l’insegnamento di tipo frontale sarebbe destinata a scomparire, con un numero di relazioni che in una classe di 25 alunni e di un insegnante salirebbe da 50 a 650, con un rapporto di 1 a 13. Ma salirebbero fortemente anche le relazioni tra il mondo della scuola, delle università, del lavoro e delle imprese, con effetti impressionanti sulla ricerca pura ed applicata, sulla produttività e sulla demografia industriale.

Dobbiamo chiederci che effetti avrà tutto questo nuovo mondo sulle relazioni tra tecnologia, etica e persona umana. Il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa del 2004 afferma che tutto questo costituisce la prima delle tre grandi sfide a cui si troverà di fronte l’umanità all’inizio del terzo millennio. Si tratta della verità stessa dell’essere-uomo. Il confine e la relazione tra natura, tecnica e morale, si legge nel Compendio, sono questioni che interpellano decisamente la responsabilità personale e collettiva in ordine ai comportamenti da tenere rispetto a ciò che l’uomo è, a ciò che può fare e a ciò che deve essere.

La questione viene affrontata in modo mirabile da Benedetto XVI nella Caritas in veritate, che per la prima volta nel pensiero sociale della Chiesa affronta in modo sistematico la questione dello sviluppo dei popoli e la tecnica, dedicando un intero capitolo, l’ultimo, a questo tema. Benedetto XVI afferma che “Il problema dello sviluppo oggi è strettamente congiunto con il progresso tecnologico, con le sue strabilianti applicazioni in campo biologico. La tecnica – è bene sottolinearlo – è un fatto profondamente umano, legato all’autonomia e alla libertà dell’uomo. Nella tecnica si esprime e si conferma la signoria dello spirito sulla materia”. “La tecnica permette di dominare la materia, di ridurre i rischi, di risparmiare fatica, di migliorare le condizioni di vita. Essa risponde alla stessa vocazione del lavoro umano: nella tecnica, vista come opera del proprio genio, l’uomo riconosce se stesso e realizza la propria umanità”.

 

Giovanni Scanagatta

Roma, 1 aprile 2019 

 

 

 

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Giovanni Scanagatta

Segretario Generale UCID Roma

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