IL PROGRAMMA ECONOMICO DEL PRESIDENTE AMERICANO BIDEN

Il programma economico del nuovo Presidente americano Biden si aggira sui 2 mila miliardi di dollari, pari, ai tassi di cambio correnti, a 1.653 miliardi di euro. Si tratta di un ordine di grandezza corrispondente al prodotto interno lordo (PIL) dell’Italia. Queste nuove risorse rappresentano circa il 10% del PIL americano e si stima che il contributo alla crescita del reddito annuo sia superiore al 2%, sulla base di un moltiplicatore su livelli bassi. 

Il nuovo programma del Presidente Biden si basa su quattro punti: la lotta al covid-19; le tasse e le disuguaglianze; il lavoro; il debito studentesco.

La salute sta quindi al primo posto e costituisce la massima espressione del bene comune. Si tratta di un valore metaeconomico e senza di esso non ci può essere nessun tipo di sviluppo. L’altro grande valore è costituito dall’istruzione che insieme alla salute caratterizzano il nuovo programma del Presidente Biden. Molte risorse sono destinate per combattere le disuguaglianze e, in particolare, per migliorare la situazione economica e sociale delle persone di colore e degli immigrati. Lo strumento di politica economica fondamentale è rappresentato dalla politica fiscale attraverso la manovra delle tasse.

In generale, possiamo definire il programma economico del Presidente Biden indirizzato a ripacificare nella democrazia gli Stati Uniti d’America, dopo i gravi episodi dell’aggressione al Campidoglio nei primi giorni di gennaio che mostrano un’America spezzata in due.

Ma vediamo ora in modo sintetico i quattro punti del programma.         

  1. Lotta al Covid-19. Uno dei primi e più urgenti obiettivi della presidenza Biden è senza dubbio il controllo della crisi sanitaria, sociale, oltre che economica legata alla pandemia.

Il suo piano prevede di raddoppiare il numero di siti per i tamponi in modalità drive-in in tutta la nazione; investire nella realizzazione di test e assumere almeno 100.000 operatori per eseguire il tracciamento dei contatti. L’intenzione è anche di mettere a disposizione 25 miliardi di dollari nella produzione e distribuzione di vaccini, con l’obiettivo di fornire iniezioni a ogni americano senza alcun costo. Il programma Biden comprende anche la fornitura di fondi ai Governi federali e locali e risorse aggiuntive da approvare in Congresso per piani di prevenzione e sostegno a scuole e imprese.

  1. Tasse e disuguaglianze. Il tema della tassazione è uno dei più attesi e dibattuti con l’arrivo di Biden. Il neo presidente intende rivedere i parametri fiscali per combattere le disuguaglianze nei redditi e nella ricchezza. Nello specifico, Biden ha confermato che non aumenterà le tasse sulle personeche guadagnano meno di 400.000 dollari all’anno. Ma prevede di aumentare le entrate nei seguenti modi:
  • aumentare l’aliquota massima dell’imposta sul reddito al 39,6%;
  • aumentare l’aliquota dell’imposta sulle società dal 21% al 28%;
  • richiedere alle società americane di pagare una tassa minima del 21% sul reddito estero;
  • istituire una sanzione fiscale sulle aziende che trasferiscono i lavori all’estero ma continuano a vendere i prodotti in America;
  • tassare chiunque guadagni più di 1 milione di dollari all’anno alla stessa aliquota per i redditi da investimento.

I piani dell’amministrazione democratica prevedono anche l’espansione del credito d’imposta sull’infanzia per aiutare le famiglie che lavorano durante la pandemia ( 3.000 dollari all’anno alle famiglie per ogni bambino di età compresa tra 6 e 17 anni e 3.600 dollari per ogni figlio sotto i 6 anni). L’intenzione è anche di allargare l’accesso al rimborso crediti d’imposta per premi sanitari. Uno studio della Wharton School dell’Università della Pennsylvania prevede che il piano fiscale di Biden aumenterà le entrate da 2.300 a 2.600 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni con un impatto minimo sul PIL.

  1. Lavoro. Biden prevede di creare almeno 5 milioni di nuovi posti di lavoro nel settore manifatturiero, con investimenti di 400 miliardi di dollari (20% del totale) negli appalti e da 300 miliardi di dollari (15% del totale) in ricerca e sviluppo nella tecnologia, tra cui intelligenza artificiale e 5G. Il salario minimo federale, che attualmente è di 7,25 dollari, verrebbe portato ad almeno 15 dollari l’ora. Come parte del suo piano di lavoro, Biden vuole anche investire 70 miliardi di dollari in college e università storicamente di studenti neri e in Scuole tribali, una mossa che include una serie di iniziative tra cui borse di studio e nuove strutture. Legata alla lotta per l’uguaglianza razziale, oltre che all’incentivazione del lavoro, c’è anche l’iniziativa di offrire risorse statali e locali per imprenditori della comunità di colore, oltre a fornire fino a 100 miliardi di dollariin prestiti commerciali a basso interesse alle comunità afro-americane attraverso programmi di prestito statali e locali.
  2. Debito studentesco. Biden chiede la cancellazione immediata di 10.000 dollari del debitosul prestito studentesco federale. Un ulteriore tranche da 10.000 dollari verrà condonata per ogni anno di servizio alla comunità svolto da individui per un massimo di cinque anni. Il piano Biden contempla anche la proposta di raddoppiare l’importo massimo delle borse di studio Pell e di aumentare il numero di studenti che possono accedere agli aiuti finanziari, dimezzando i pagamenti del prestito studentesco federale. A coloro che hanno frequentato college neri o istituzioni al servizio delle minoranze e guadagnano fino a 125.000 dollari dovrebbero essere condonati tutti i debiti e le scuole potrebbero diventare gratuiteper gli studenti le cui famiglie hanno redditi inferiori a 125.000 dollari.

In definitiva, un grande sforzo per garantire la salute a tutti i cittadini americani e per migliorare l’istruzione, soprattutto delle famiglie di colore. Notevole attenzione è riservata anche alla politica industriale finalizzata a migliorare il mondo del lavoro, con notevole attenzione agli appalti e alle spese in ricerca e sviluppo, con un impegno pari al 35% delle risorse complessive. La politica delle tasse viene manovrata per ridurre le disuguaglianze, chiedendo un maggiore contributo ai soggetti che si collocano sulle fasce di reddito più elevate e alle imprese che realizzano all’estero i loro profitti.

 

Giovanni Scanagatta

Roma, 1 febbraio 2021

 

 

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