I GIOVANI E LA LORO IDEA DI FUTURO

Nel 2018 la Prof.ssa Svetlana Varlamova dell’Accademia Russa delle Scienze ha realizzato una interessante Indagine campionaria sui giovani e la loro idea di futuro. Il campione di oltre 1500 intervistati on line riguarda i giovani tra i 18 e i 30 anni di quattro Paesi: Italia, Germania, Polonia, Russia. Un campione quindi che dal Mediterraneo guarda all’Est dell’Europa dopo più di 70 anni di comunismo e di guerra fredda. La media  per ogni Paese raggiunge quasi 400 giovani intervistati. Il campione è statisticamente significativo della popolazione, con un errore del 5%. Le interviste per l’Italia sono state curate dall’Eurispes, per la Germania dall’Istituto Iwak dell’Università Goethe di Francoforte, per la Polonia e la Russia dal Centro Federale per la Sociologia Teorica ed Applicata dell’Accademia Russa delle Scienze.

In questa scheda vengono illustrati i risultati di sintesi delle risposte dei giovani intervistati riguardanti i valori della vita, con una scala che da zero va a cento. I valori identificati sono venticinque e vanno da quello della salute al valore della religione. I valori più importanti per i giovani italiani sono quelli della salute, come pure per i giovani polacchi; per quelli russi la pace della mente. Il primo posto indicato dai giovani tedeschi è quello dell’amicizia. Al secondo posto troviamo per gli italiani l’istruzione, per i polacchi l’indipendenza personale e la libertà; per i tedeschi il tempo libero e le vacanze; per i russi la salute. Agli ultimi posti dei valori indicati dai giovani dei quattro Paesi analizzati troviamo la politica, il patriottismo, e la religione. La religione si colloca all’ultimo posto per i giovani italiani, per quelli tedeschi, per i giovani polacchi e per quelli russi. In quest’ultima classifica, il valore più basso è occupato dagli italiani, seguiti dai tedeschi. I polacchi e i russi sono invece su livelli significativamente superiori, rispettivamente con 3,3 e 4,1 punti in più rispetto agli italiani. Da questi dati appare quindi che il senso religioso nei giovani è più elevato nei Paesi dell’Est rispetto a quelli dell’Ovest. L’altro elemento che risulta evidente è il disinteresse dei giovani per la politica e per i patriottismo che conferma l’incapacità delle attuali classi dirigenti europee di dialogare con i giovani che rappresentano il nostro futuro. Si nota che nel contempo che il disinteresse per i valori patriottici è significativamente più basso in Italia e in Germania rispetto alla Polonia e alla Russia. La differenza massima tra l’Ovest e l’Est è di ben 6,5 punti.

L’analisi dei risultati dell’Indagine rivela in generale un alto grado di uniformità di valori espressi da parte dei giovani dell’Ovest e dell’Est, con un coefficiente di correlazione lineare positivo che va da un minimo di 0,72 ad un massimo di 0,94 (1 indice di correlazione lineare positiva perfetta). La due correlazioni lineari positive più elevate risultano quelle tra i valori espressi dai giovani italiani e i giovani tedeschi (0,94). A secondo posto troviamo la correlazione tra i valori della vita dei giovani russi e di quelli polacchi (0,89). La correlazione positiva più bassa, ma comunque significativa, è quella tra i valori della vita espressa dei giovani tedeschi e di quelli russi (0,72).

Il quadro che emerge dall’Indagine è piuttosto preoccupante in relazione alla capacità dell’attuale classe politica europea, ma anche di quella religiosa, di rispondere alle pesanti domande dei giovani, speranza di un mondo migliore. E ciò anche perché l’Indagine mette in chiara evidenza che l’orizzonte temporale dei giovani non è affatto di breve periodo con un intervallo tra i 5 e i 7 anni. Il problema del lavoro sta ai primi posti con ben 92,4 punti dei giovani italiani. Decisamente più basso è il problema del lavoro sentito dai giovani tedeschi, con 70,7 punti: un pesante differenziale di quasi 22 punti. Più sentito rispetto alla Germania è il problema del lavoro da parte dei giovani russi e di quelli polacchi con rispettivamente 89 e 88 punti. Valori comunque inferiori a quelli dei giovani italiani. Questi dati sono coerenti con quelli riguardanti il valore della famiglia che figura ai primi posti della graduatoria: 93,3 per i giovani italiani, 88,1 per quelli tedeschi, 95,5 per i giovani polacchi, 89,9 per quelli russi.

Alcune conclusioni che si possono trarre dall’interessante Indagine che è stata presentata sono le seguenti. Esiste una significativa uniformità di risposte riguardanti i valori della vita da parte dei giovani italiani, tedeschi, polacchi e russi. Ciò può volere dire che alcune importanti variabili possono spiegare questa uniformità di risposte. Due ci sembrano rilevanti: la tecnologia e la globalizzazione. Con riferimento alla prima variabile occorre ricordare che praticamente il 100% dei giovani intervistati ha accesso ad internet e ai social network. Questo fatto ha letteralmente sconvolto la relazione tra spazio e tempo. Riguardo alla seconda variabile, va sottolineato che oggi i giovani si spostano con molta più facilità di un tempo, tenuto anche conto per i giovani con più alto livello di istruzione degli effetti molto positivi esercitati da strumenti come Erasmus, che ha riguardato milioni di studenti che vanno a fare esperienza in tutto il mondo.

Sul ruolo della tecnica nei processi di formazione del capitale umano e dello sviluppo, va ricordata la visione elevata di Benedetto XVI nell’Enciclica sociale Caritas in veritate che dedica, per la prima volta nella storia della Dottrina Sociale della Chiesa, un intero capitolo, l’ultimo, allo sviluppo dei popoli e la tecnica. Al punto 69 dell’Enciclica si legge: “Il problema dello sviluppo oggi è strettamente legato con il progresso tecnologico, con le sue strabilianti applicazioni. La tecnica – è bene sottolinearlo – è un fatto profondamente umano, legato all’autonomia e alla libertà dell’uomo. Nella tecnica si esprime e si conferma la signoria dello spirito sulla materia. Lo spirito, “reso così meno schiavo delle cose, può facilmente elevarsi all’adorazione e alla contemplazione del Creatore” (Paolo VI, Populorum progressio, 41)””.

Per quanto riguarda il rapporto tra Est e Ovest dell’Europa, che comprende naturalmente almeno la Russia europea, va ricordata la visione profetica di Giovanni XXIII e di Paolo VI con la loro Ostpolitik dei primi anni sessanta in piena guerra fredda. Questi due grandi Papa hanno saputo immaginare a molti anni di distanza la caduta del comunismo e il riemerge del grande valore religioso dei popoli dell’Est Europa. Sulla stessa strada sembra incamminarsi Papa Francesco per quanto riguarda la Cina.  

Infine dalle risposte dei giovani italiani, tedeschi, polacchi e russi riguardanti i valori religiosi emergono le differenze di riesame per il futuro da parte della Chiesa Cattolica e della Chiesa Ortodossa, per la costruzione di un nuovo umanesimo cristiano che dall’Ovest si estende largamente a Est.

Giovanni Scanagatta

Roma, 30 gennaio 2019                              

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Giovanni Scanagatta

Segretario Generale UCID Roma

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