CULTURA D’IMPRESA ED ECOLOGIA INTEGRALE

SCHEDA SOSTENIBILITA ECONOMICA AMBIENTALE  2019

Sul tema della cultura d’impresa ed ecologia integrale, credo sia utile ricordare il contributo dell’UCID apparso nella Collana della nostra associazione “Imprenditori Cristiani per il Bene Comune”, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana.

Il volume curato da Pierluigi Sassi è dedicato all’Enciclica sociale di Papa Francesco Laudato si’, pubblicata nel mese di giugno 2015. Il titolo del libro, “Cultura d’impresa ed ecologia integrale”, è molto significativo perché mette in evidenza l’approccio globale dell’Ucid: “L’impresa che crea valore per il bene comune”, con la Prefazione del Segretario di Stato Vaticano, Cardinale Pietro Parolin.

Per Papa Francesco il tema dell’ambiente esige l’analisi congiunta dei moltissimi fattori che hanno determinato il deterioramento climatico della casa comune in cui vive l’umanità intera. L’ecologia integrale comprende infatti l’ecologia ambientale, quella politica, economica, finanziaria e sociale, l’ecologia culturale, educativa, etica e spirituale.

Il termine integrale fa venire alla mente il sottotitolo dell’Enciclica sociale Caritas in veritate di Benedetto XVI per favorire lo sviluppo umano integrale, cioè l’uomo in tutte le sue dimensioni.

L’ambiente è il primo fra i beni comuni e si collega ad uno dei principi fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa che riguarda la destinazione universale dei beni. L’ambiente è il bene comune per eccellenza.

In tutti i documenti sociali della Chiesa si sottolinea l’importanza fondamentale della sostenibilità che riguarda la responsabilità di tutti di consegnare alle future generazioni un ambiente non peggiore di quello che abbiamo ricevuto.

Su questo punto è interessante ricordare un proverbio africano che dice : “Non abbiamo ricevuto in eredità la terra dai nostri padri, ma l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli”. La dovremmo pertanto riconsegnare in condizioni almeno uguali a quelle che l’abbiamo presa in prestito, con un tasso di rendimento nullo. In verità, si dovrebbe trattare di un rendimento positivo, con un miglioramento per le generazioni future dello stato del pianeta in cui viviamo.   

Tra la sostenibilità economica e la sostenibilità ambientale esiste una relazione negativa e solo la tecnologia può venirci incontro per superare o attenuare questo vincolo (vedere grafico allegato). Abbiamo per questo bisogno di andare verso l’economia circolare che si realizza quando il sistema è in grado di funzionare con zero rifiuti e zero inquinamento.

Grande rilevanza viene riservata alla responsabilità dell’impresa per la cura dell’ambiente che si unisce a tutte le altre responsabilità nei confronti dei dipendenti, delle comunità locali, delle istituzioni locali, dei clienti, dei fornitori, delle generazioni future, degli azionisti. Si tratta di una responsabilità che deve mirare molto più in alto della semplice esibizione di codici etici, di bilanci etico-sociali, di certificazioni etiche ed ambientali. La responsabilità deve invece innervare dall’interno le strategie dell’impresa e i suoi processi organizzativi e gestionali.

E’ questo un grande insegnamento che ci ha lasciato il Beato Giuseppe Toniolo e che l’UCID sta cercando di mettere in pratica, parlando non di Responsabilità Sociale dell’Impresa (RSI) ma di Strategie di Impresa per il Bene Comune (SIBC).

L’Enciclica sociale di Papa Francesco parla non solo di ambiente ma anche della funzione primaria dell’imprenditore come creatore di ricchezza, moltiplicando i talenti ricevuti, e come responsabile della distribuzione di ricchezza secondo principi di equità e di giustizia.

Papa Francesco nella Evangelii gaudium parla per questo nel capitolo quarto di dimensione sociale dell’evangelizzazione, ponendo i laici in prima linea per testimoniare il Vangelo e i grandi principi della Dottrina Sociale della Chiesa nel mondo di oggi.

Si tratta di “un processo di riforma missionaria ancora da compiere” (Evangelii gaudium n.3). L’Enciclica sociale Laudato sì è rivolta a tutti gli uomini di buona volontà per la cura della casa comune che è la terra e riguarda quindi non solo gli appartenenti alla Chiesa Cattolica.

La sua valenza ecumenica interpella tutti senza distinzione alcuna, credenti e non credenti, perché universali sono i grandi principi della Dottrina Sociale della Chiesa: sviluppo integrale dell’uomo, solidarietà, sussidiarietà, destinazione universale dei beni, bene comune.

 

Giovanni Scanagatta

Roma, 10 giugno 2019

 

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Giovanni Scanagatta

Segretario Generale UCID Roma

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